Dopo aver conosciuto il percorso di Letizia e il suo impegno al doposcuola dell’Antal, è il momento di scoprire un’altra figura che ogni giorno contribuisce a rendere speciale questo spazio: Alice Zurlo. Con la sua passione, il suo entusiasmo e la sua dedizione, Alice accompagna i ragazzi nella loro crescita, portando un contributo unico al progetto.
Alice, partiamo da te: come sei arrivata all’interno del progetto Antal Pallavicini e, in particolare, al doposcuola?
“Ho iniziato a lavorare all’interno dei progetti estivi con il Centro estivo. Successivamente mi è stato proposto di continuare a far parte dei progetti dell’Antal Pallavicini con il doposcuola.”
Qual è esattamente il tuo ruolo e in cosa consiste una giornata tipo?
“Il nostro ruolo all’interno del progetto è quello di esserci, ascoltare e sostenere i ragazzi che ne fanno parte, sia durante lo svolgimento dei compiti sia negli altri momenti della giornata. La giornata si sviluppa in questo modo: andiamo a prendere i ragazzi a scuola, pranziamo tutti insieme e, dopo un breve momento di gioco libero, iniziamo con lo svolgimento dei compiti.”
Quali sono gli obiettivi principali?
“Gli obiettivi del doposcuola sono quelli di esserci in questo momento di crescita per i ragazzi e di sostenerli, sia a livello relazionale con gli altri, sia nell’aiuto con i compiti.”
Quanto è importante, secondo te, offrire un luogo sicuro e stimolante anche fuori dall’orario scolastico?
“Offrire un luogo sicuro e stimolante è sicuramente uno dei nostri obiettivi, perché vogliamo che i ragazzi si sentano a casa. Per questo, il nostro intento è farli sentire accolti, ascoltati e liberi di esprimersi”.
Quali valori cercate di trasmettere ai ragazzi oltre al semplice “aiuto nei compiti”?
“I valori che cerchiamo di trasmettere sono la collaborazione, sia con noi che tra di loro; il rispetto per le persone, per il luogo e per il materiale messo a loro disposizione; e la fiducia nelle proprie capacità. Puntiamo infatti al raggiungimento dell’autonomia, sia relazionale che nello studio, e credere in sé stessi è fondamentale per questo.”
C’è un episodio o un momento particolare che ti ha fatto capire quanto il vostro lavoro incida davvero nella crescita dei ragazzi?
“Non c’è un episodio in particolare da raccontare, ma credo che si noti l’impatto del nostro lavoro sui ragazzi quando, all’inizio, incontrano difficoltà nello studiare una materia o nello svolgere determinati esercizi, e poi, con il nostro supporto, si rendono conto delle proprie capacità. Così riescono a svolgere gli esercizi in autonomia o a studiare correttamente la materia, sentendosi soddisfatti del lavoro svolto.”
Qual è la parte più gratificante e quella più difficile del tuo ruolo?
“Per me, la parte più difficile – che però diventa anche la più gratificante – è creare un rapporto di fiducia con il ragazzo. In questo momento di crescita, infatti, il ragazzo può mostrarsi un po’ ostile a relazionarsi e a fidarsi di persone che non conosce, quindi è difficile ottenere questo legame in poco tempo. Tuttavia, quando ci riesci e diventi un punto di riferimento per lui, la soddisfazione è grande, davvero molto gratificante.”


