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Dietro ogni progetto educativo che funziona davvero ci sono persone, prima ancora che idee. Il dopo-scuola dell’Antal è oggi una realtà fondamentale per tante famiglie grazie alla passione, alla competenza e alla presenza quotidiana di chi sceglie di camminare accanto ai ragazzi. Tra i motori che rendono possibile tutto questo ci sono Letizia Fantini e Alice Zurlo. In questo spazio vogliamo conoscere meglio una di loro: Letizia, il suo percorso e ciò che rende speciale il suo impegno.

Come siete arrivate all’interno del progetto Antal Pallavicini e, in particolare, al doposcuola?

Letizia: “Sono arrivata per una sostituzione, serviva qualcuno che desse una mano al doposcuola. Da lì è iniziato tutto”.

Che tipo di ragazzi e ragazze frequentano il servizio? E come vi approcciate alle diverse esigenze?

Letizia: “Frequentano ragazzi delle medie, ognuno con il proprio carattere, modo di lavorare e il nostro approccio è molto flessibile. Cerchiamo di capire come si trovano meglio a studiare e li accompagniamo rispettando i loro tempi. L’obiettivo è farli sentire a proprio agio e creare un clima sereno in cui possano concentrarsi e chiedere aiuto senza problemi”.

Quanto è importante, secondo te, offrire un luogo sicuro e stimolante anche fuori dall’orario scolastico?

Letizia: “È fondamentale, molti ragazzi finite le lezioni non hanno uno spazio davvero loro, qualcuno è solo a casa, altri hanno contesti caotici. Il dopo scuola diventa un luogo dove si sentono accolti, ascoltati e capiti. Non è solo un posto dove fare i compiti, ma un ambiente sicuro in cui crescere e sperimentarsi”.

Quali valori cercate di trasmettere ai ragazzi oltre al semplice “aiuto nei compiti”?

Letizia: “Cerchiamo di trasmettere rispetto, collaborazione e responsabilità, ma soprattutto l’idea che sbagliare è normale, che chiedere aiuto non è un limite e che ognuno ha i suoi tempi. Lavoriamo molto sull’autostima e sulla fiducia in sé stessi”.

C’è un episodio o un momento particolare che ti ha fatto capire quanto il tuo lavoro incida davvero nella crescita dei ragazzi?

Letizia: “Sì, ci sono stati vari momenti in cui ho visto i ragazzi migliorare o prendere più sicurezza e mi ha fatto capire che il nostro lavoro ha davvero un impatto, anche se solo un loro grazie sincero o un piccolo progresso ti fa rendere conto che ciò che facciamo conta”.

Qual è la parte più gratificante e quella più difficile del tuo ruolo?

Letizia: “La parte più gratificante è vedere i ragazzi aprirsi, acquisire fiducia e sentirsi più sicuri nelle loro capacità. È bello quando capisci che per loro non sei solo “quella del dopo scuola”, ma un punto di riferimento. La parte più difficile è gestire i momenti in cui sono stanchi o demotivati, perché bisogna trovare il modo giusto per farli tornare in pista, senza farli sentire sotto pressione, ma fa parte del percorso”.

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